Cibo di Strada

“Il panino co’ i’ lampredotto”


Oggi si parla di una prelibatezza delle mie parti: IL PANINO CON IL LAMPREDOTTO

“Per i fiorentini è un’istituzione, una leggenda gastronomica, un rito popolare itinerante presente per le strade, sotto l’ombra nobile dei palazzi cinquecenteschi.
Il lampredotto è un cibo di strada che nasce tra le pietre squadrate e lucide nel cuore della città.
Gli ultimi baluardi di questo alimento povero e popolano sono i “banchini dei trippai”, come li chiamano a Firenze.”

Un classico toscano dove dalle frattaglie si ottiene uno degli “street food” più amati dai fiorentini “vecchio stampo”.
E io nonostante lodi le tradizioni della mia città, non ho mai mangiato un panino al lampredotto fino a lunedì scorso!! Ma parliamone: il lampredotto sono le interiora della mucca, precisamente una parte di uno dei quattro stomaci (adesso si capisce il perché della mia perplessità a mangiarlo).
Si presenta come una fumante brodaglia in un mega pentolone da cui il vostro lampredottaio di fiducia pesca il pezzo (che poi tagliuzzerà amorevolmente) da mettere nel panino che risulterà,ovviamente, molto brodoso e colante (anche perchè metà del panino stesso verrà imbevuto nel brodo). Lo si può mangiare così (sale e pepe) o condito con varie salse, dalla piccante a quella verde e di solito accompagnato da un bel bicchiere di vino rosso preso, anche quello, lì dal trippaio che vi ha venduto il panino.
Si può prendere sbucciato o no..sappiate però che la buccia….è i su’ bono!

Parliamo ora in particolare del Lampredottore cioè il lampredottaio (Mamo per gli amici) che ha il baracchino proprio di fronte all’uscita del parcheggio di Careggi (l’ospedale) che ha scelto di chiamarsi, in modo molto originale, il Lampredottore!
Qui inizia la mia avventura col primo morso al lampredotto..
Guidata dall’Ari (veterana in fatto di panino al lampredotto), lo ordiniamo con tutto: sale e pepe, salsa verde e piccante..rigorosamente WET! cioè bagnato col brodo di cottura..
L’ho mangiato con la “buccia” e devo dire che era tagliato veramente bene, quindi non dava fastidio..dovete infatti sapere che sì, la buccia è i su’bono ma se tagliato male non riuscite a morderlo per bene, quindi vi fate dei megabocconi che non vi fanno gustare nulla..ma Mamo è bravo e il panino ottimo!
Mi ha stupito perchè, sarà stata la fame oppure no, mi è davvero piaciuto! L’unico problema l’ho avuto con la buccia che essendo bianca e non particolarmente bella a vedersi, mi dava qualche problema..per il resto SQUISITO! Quindi più che consigliato.

Ecco di seguito la ricetta:

Ingredienti
x 4 persone

lampredotto: gr. 600
una cipolla
un carota
un gambo di sedano
due pomodori da brodo
prezzemolo
sale e pepe
4 panini

Procedimento
In una pentola mettete circa tre litri d’acqua, aggiungete la cipolla tagliata a metà, la carota e il sedano a pezzetti, i pomodori e un ciuffo di prezzemolo.

Salate e appena l’acqua bolle unite il pezzo di lampredotto intero.

Coprite e fate cuocere piano per circa un’ora a fuoco lento

I trippai fiorentini usano servirlo in mezzo ad un panino tondo spaccato in due e leggermente bagnato nel brodo del lampredotto, quest’ultimo tagliato a strisce irregolari e ben pepato.

E se la ricetta non vi riesce……uscite di casa e andate dal primo trippaio

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