Cibo di Strada

Per Carnevale..Fritole dal Veneto!


Data neurolinguistica e preparando audiologia posso ridedicarmi al cibo..

Parliamo oggi di una specialità veneta, regione nuova a questo blog 😀

Le Fritoe!

Tale cibo di strada, è un tipico dolce veneziano che consta fondamentalmente, lo dice il nome, in delle frittelle, il cui momento clou è il Carnevale. Sono preparate con una pastella di farina, uova, latte e zucchero, uvetta sultanina, fritte e servite con una spolverata di zucchero semolato. Per tradizione le frìtole si preparano dal 7 gennaio e anche nei giorni di metà quaresima.
Passiamo un pò alla storia…
La storia della Fritoa risale al rinascimento. Considerata il dolce nazionale della Repubblica Serenissima, “gustata” non solo a Venezia, ma in tutto il territorio veneto friulano, fin quasi alle porte di Milano, la frittella veniva prodotta esclusivamente dai fritoleri, che quasi a sottolineare la loro ufficialità, nel ‘600 costituirono un’ associazione. La ricetta è citata dal cuoco “segreto” (personale) di Pio V, Bartolomeo Scappi, nel suo trattato culinario “Opera” pubblicato nel XVI secolo. Lo storico Marangoni ha affermato che le fritole, nel ‘700 divennero “dolce nazionale dello Stato Veneto”. La fritella, quindi, detendeva lo “scettro” dell’arte dolciaria popolare veneziana. Venivano vendute anche per strada nelle diverse calle in piccole baracche specialmente a Carnevale.

Anche se l’autentica frittella rimane quella veneziana, in tutto il Veneto si diffusero ricette locali, dove troviamo delle varianti assai curiose, quelle confezionate con frutta immersa nella pastella o con fiori o con ortaggi, in alcuni casi perfino con erbe spontanee di prato e di monte e ancora con il riso e la polenta. Le tipiche fritole veneziane hanno una dimensione che non supera i 4 cm di diametro e sono vuote.

La ricetta originale

Ingredienti:
farina bianca “00”
uvetta sultanina
zucchero
uova
latte
lievito di birra
zucchero vanigliato
sale, olio di semi (o strutto) per la frittura
aromi (buccia di limone).

Preparazione:
Mescolare in una terrina la farina con latte, uova e zucchero, facendone un impasto abbastanza tenero – aggiungere un pizzico di sale – un po’ di lievito di birra – uva sultanina bagnata ed infarinata e si rimesta molto bene cercando che tutto si amalgami – lasciare lievitare il composto, coperto con un tovagliolo, in un luogo tiepido, per alcune ore. Lavorare di nuovo il composto, aggiungendo, se occorre, un po’ d’acqua per avere un impasto fluido. Versare a cucchiaiate l’impasto in una padella con molto olio bollente, e quando si rapprende, voltarlo con una schiumarola fino a che prende un color marrone chiaro. Quando sono pronte, levatele con una schiumarola, posatele su carta assorbente, servitele coperte da un velo di zucchero semolato. (In alcune varianti più moderne sono aggiunti anche 2cucchiai di rum- che secondo me ci stanno benissimo- e i pinoli..fossi in voi li aggiungerei 😀 ) (la variante veronese propone: 1bicchierino di grappa al posto del rum e  mette anche 2mele grattugiate!!!)

Curiosità: con il nome di fritulis si trovano anche frequentemente in Friuli.

[fonti: il carnevale e Vento e dintorniButta la pastaWikipedia]

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